Entrare con un codice invece della password
Sei cifre che arrivano per email al posto della password. Serve a chi l'ha dimenticata, a chi non ha mai confermato l'indirizzo e a chi si è trovato in mano un link di conferma scaduto — e in un colpo solo risolve tutti e tre i casi.
Le password si dimenticano. È il comportamento normale di una persona che ha un account su quaranta siti e usa questo una volta al mese, e trattarlo come una distrazione non lo rende meno frequente.
Ma c'è un caso peggiore, ed è quello che ci ha convinti a costruire questa porta: qualcuno si iscrive, non trova la email di conferma — finita nello spam, cancellata per sbaglio, arrivata mentre era al lavoro — e da quel momento è chiuso fuori da un account che esiste. Chiedere di nuovo il link di conferma richiede spesso di essere già dentro, e per entrare bisogna aver confermato: un cerchio da cui non si esce.
Il codice di accesso rompe quel cerchio.
Dove si trova
Nella pagina di accesso, sotto il modulo, c'è la riga «Non riesci a entrare? Entra con un codice». Lo stesso collegamento compare nella pagina che dice di controllare la posta dopo l'iscrizione, e in quella che si apre quando un link di conferma non funziona più.
Come funziona, passo per passo
- Scrivi il tuo indirizzo email e premi «Mandami il codice».
- Ti arriva un messaggio con sei cifre. Nient'altro: nessun link da cliccare, nessun modulo dentro l'email.
- Le riscrivi nella pagina «Inserisci il codice» e premi «Entra».
Sei dentro. Se il telefono te lo propone da solo sopra la tastiera, è normale: le sei cifre sono dichiarate come codice usa-e-getta, e i telefoni recenti sanno leggerlo dalla notifica e suggerirtelo.
I tre numeri da sapere. Il codice vale cinque minuti. Hai tre tentativi per scriverlo giusto, poi quel codice muore e ne serve un altro. E se ne possono chiedere tre ogni cinque minuti per lo stesso indirizzo: se ne chiedi in fretta un quarto, aspetta qualche minuto invece di insistere.
Verifica il tuo indirizzo mentre entri
Questa è la parte che risolve il caso peggiore. Un codice arriva soltanto a chi ha davvero accesso a quella casella; se lo riscrivi, hai appena dimostrato che l'indirizzo è tuo. Quindi entrando l'indirizzo risulta verificato, e non devi più cercare nessun link di conferma. Chi era bloccato in quel cerchio ne esce con un solo passaggio.
Se il codice non arriva
- Guarda nello spam. È il primo posto, sempre, e le email automatiche ci finiscono più spesso di quanto sia ragionevole.
- Controlla di aver scritto l'indirizzo giusto — quello con cui ti sei iscritto, che non è per forza quello che usi oggi.
- Aspetta un minuto prima di richiederlo. Due richieste ravvicinate producono due codici, e vale solo l'ultimo: se provi quello della prima email, non funziona.
Noterai che la pagina risponde allo stesso modo qualunque indirizzo tu scriva, anche uno che su questo sito non esiste. Non è un difetto: se dicesse «questo indirizzo non è registrato», chiunque potrebbe usare quel modulo per scoprire se una certa persona ha un account qui. Il prezzo di non dirlo è questo piccolo silenzio, e lo paghiamo volentieri.
Perché un codice e non un link da cliccare
Molti siti mandano un collegamento da toccare: sembra più comodo, e su un computer spesso lo è. Su un telefono, no. Il link si apre nell'applicazione della posta, che ha un browser suo; tu però stavi entrando dal browser vero, o dall'icona sullo schermo, e ti ritrovi dentro in una finestra diversa da quella in cui volevi essere. Chi ha due caselle sullo stesso telefono conosce bene quel piccolo caos.
Sei cifre no: le leggi nella notifica e le riscrivi dove stavi. Sono anche l'unica forma che funziona quando la posta la leggi su un dispositivo diverso da quello su cui stai entrando — il computer dell'ufficio, il tablet di casa, il telefono di qualcun altro.
È più sicuro o meno sicuro di una password?
È diverso, e per la maggior parte delle persone è più sicuro. Un codice vive cinque minuti e serve una volta sola: non si può riusare, non finisce in un elenco di password rubate, e non è la stessa che hai usato su altri dieci siti — che è il modo in cui davvero si perdono gli account.
In cambio sposta tutto il peso sulla tua casella di posta: chi legge la tua email può entrare. Vale la pena, allora, fare sul serio proprio lì — una password lunga e usata solo per quella casella, e la verifica in due passaggi se il tuo fornitore la offre. È il consiglio più utile di questa pagina, e non riguarda noi.
La password, comunque, resta: entrare col codice non la cancella e non la sostituisce. È una seconda porta, per quando la prima non si apre.