Come funziona
Serenlibrità mette in contatto chi presta e chi cerca libri veri nel proprio quartiere, con la privacy al centro.
Serenlibrità mette in contatto chi presta e chi cerca libri veri nel proprio quartiere, con la privacy al centro.
1 · Presta
Aggiungi al tuo scaffale i libri che vuoi condividere: restano sempre tuoi, decidi tu se renderli disponibili.
2 · Trova vicino
Scopri i libri condivisi nelle tue vicinanze, mostrati come zona del quartiere — mai come indirizzo esatto.
3 · Richiedi e accordati
Invii una richiesta di prestito; se accettata, vi accordate per lo scambio. Il libro torna a chi lo presta a fine prestito.
La tua posizione è mostrata come zona, con uno scostamento casuale di circa 200 m: il tuo indirizzo esatto non è mai visibile né memorizzato. Il consenso alla geolocalizzazione è revocabile in qualsiasi momento, con effetto immediato.
Tre cose, e nessuna costa niente: un account, almeno un libro che sei disposto a prestare, e l'indicazione di dove ti trovi — che il sito trasforma subito in una zona, mai in un indirizzo.
Non serve una carta di credito, non c'è un abbonamento e non c'è un numero minimo di libri da caricare. Con un solo titolo sullo scaffale sei già dentro: puoi cercare quello che hanno gli altri e gli altri possono chiedere il tuo.
Vale la pena seguirlo per intero una volta, perché quasi tutte le domande nascono da un passaggio che non si sa che esiste.
Chi possiede una copia la aggiunge indicando titolo e autore — oppure il codice ISBN, che compila da solo quasi tutti i campi — e decide se renderla disponibile. Un libro può stare sullo scaffale ed essere temporaneamente non disponibile: è il caso di quando lo stai rileggendo, o di quando è già in prestito a qualcun altro.
La ricerca funziona su due assi insieme: quanto è vicino e quanto somiglia a ciò che leggi di solito. I risultati sono ordinati per distanza, e la distanza è mostrata a fasce — «entro ~300 m», «entro ~1 km» — mai in metri esatti. Un numero preciso, ripetuto su più libri, permetterebbe di risalire alla posizione di chi li possiede.
Chi vuole il libro invia una richiesta di prestito. A quel punto — e solo a quel punto — si apre una conversazione fra le due persone: prima della richiesta nessuno dei due vede i contatti dell'altro. Chi possiede il libro può accettare o rifiutare, e rifiutare non richiede una motivazione.
Data, ora e luogo li stabilite voi due nella conversazione. Il sito non organizza incontri, non suggerisce indirizzi e non entra nell'accordo. Il consiglio pratico è sempre lo stesso: un posto pubblico, di giorno.
Il libro risulta in prestito con una data di ritorno concordata. Il giorno prima della scadenza un promemoria arriva a chi ha il libro; se la data passa, la segnalazione va a entrambe le parti. Sono promemoria, non sanzioni: servono a far accadere la conversazione mentre è ancora facile.
Alla chiusura entrambi possono lasciare una valutazione. I voti sono a doppio cieco: il tuo resta invisibile finché non ha votato anche l'altra parte, e allora compaiono insieme. È il modo per evitare i voti dati per timore di ritorsione, che non informerebbero nessuno.
Dirlo chiaramente evita la maggior parte dei malintesi.
Niente. Il servizio è gratuito, i costi vivi li sostiene chi lo porta avanti, e le pagine pubbliche possono ospitare annunci pubblicitari. Chi vuole può lasciare un contributo volontario, ma non c'è nessuna funzione riservata a chi lo fa.
Nessuno. Quello che il sito mostra è un punto spostato a caso fra 150 e 300 metri dalla posizione reale, in una direzione qualsiasi — e lo spostamento viene calcolato una volta sola, non a ogni visualizzazione. La coordinata reale non viene salvata da nessuna parte. C'è una guida che lo spiega per esteso, compreso il motivo per cui ri-estrarre lo spostamento a ogni sguardo sarebbe peggio che non farlo.
Succede raramente, e la strada è fatta di passaggi ordinati che quasi sempre lo riportano indietro: un primo sollecito scritto prima di essere infastiditi, poi uno più corto, poi un ultimo messaggio che dia esplicitamente il permesso di dire «l'ho perso». Il dettaglio sta nella guida su quando un prestito va storto. Il principio generale è però a monte: si condividono solo i libri che si potrebbe ricomprare senza dispiacersi.
No, e non conviene. Dieci o quindici titoli scelti funzionano meglio di centoventi caricati in blocco, perché ogni riga dello scaffale è una promessa: se qualcuno la chiede, quel libro va trovato e consegnato. La guida su cosa condividere entra nel dettaglio.
Sì. Il diritto di distribuzione dell'editore si esaurisce con la prima vendita: da quel momento la copia è tua e puoi prestarla, regalarla o rivenderla. Vale per la carta, non per gli e-book, e la guida sul tema spiega perché.
Le tue copie escono immediatamente dai risultati di ricerca e dalle pagine pubbliche. Non c'è una versione in cache che continua a circolare, e non serve chiedere nulla a nessuno: la revoca è un interruttore, non una richiesta.
Sì, dal tuo profilo, in qualsiasi momento. La cancellazione anonimizza i tuoi dati e spubblica le tue copie. Puoi anche esportare in anticipo quello che il sito ha su di te, in un file leggibile.
No: italiano e inglese, con la lingua selezionabile dal menu in alto. Il servizio nasce in Italia ma non c'è niente di specificamente italiano nel modo in cui funziona.